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Malgrado la voglia di volare i miei primi viaggi sono stati in treno. I treni non erano particolarmente confortevoli. Anche se avevano abolito la terza classe su alcune linee i sedili continuavano ad essere di legno. La velocità lasciava a desiderare. Per fare un viaggio da Sanremo a Torino o a Milano ci volevano lunghe ore. Quando scendevo avevo l’impressione di dondolare.

A noi bambini insegnavano che il rumore ripetitivo del treno diceva, a seconda delle occasioni: “ti porto a Torino, ti porto a Torino”. Oppure “ti porto a casa, ti porto a casa”. E’ molto sciocco ma alla fine, ascoltando attentamente, sembrava proprio che dicesse così.

I miei primi viaggi in treno sono stati una vacanza estiva a Montecarlo, I-miei-primi-viaggi-in-treno-Palazzo-del-Principe-Monaco-cambio-della-guardiache era molto diversa da oggi. La casa dove abitavo era su una specie di cucuzzolo a strapiombo sulla vecchia stazione ferroviaria. Scendevamo al mare sulla sassosa spiaggia pubblica con una lunga scala e un sottopassaggio. A giocare andavamo ai giardini di fronte al casinò. La Principessa Grace Kelly vestiva i suoi bambini in un negozio a un incrocio del Bd. Des Moulins. Non era insolito incontrare i principini correre per le stradine di Monaco Ville.

Un viaggio indimenticabile fu quello a Torino in occasione di Italia ’61, celebrazione del primo centenario dell’unità d’Italia. Non avete idea delle cose avveniristiche che ho visto nel lontano 1961: monorotaia, il telex, il circarama e meraviglia delle meraviglie il telefono col video. Quest’ultimo per me fu veramente uno shock. Mi avevano portato in un locale e mia zia in un altro e poi, attivata la comunicazione telefonica, io la vedevo in un televisore. Emozione indescrivibile! Non riuscii a spiccicare parola, gli addetti mi continuavano a dire puoi parlare, parla vedrai che ti sente. Ma come si fa a parlare pensando che lei mi vedeva in televisione. In Italia la RAI trasmetteva da pochissimi anni e per poche ore su Rai1. Probabilmente fu proprio in quel periodo che iniziò la programmazione su Rai2. Ovviamente le trasmissioni erano esclusivamente in bianco e nero. Di quella grande esperienza mi sono rimasti ricordi incancellabili. Ma all’epoca, non mi rendevo conto di cosa avesse significato quell’esposizione per l’Italia. Oggi so di aver visto una finestra sul futuro visitata dai grandi del mondo.

C’è stata poi la vacanza estiva a Vogogna in Val d’Ossola. A volte la sera andavamo al cinema a Rumianca, dove la fabbrica di prodotti chimici, spargeva su un’ampia zona un odore nauseabondo, che a me pareva di concime. In occasione di quella vacanza visitammo brevemente anche Milano di cui ricordo solo il Duomo e la piazza piena di piccioni.

Tra i miei primi viaggi in treno uno dei più memorabili fu quello a Venezia con sosta a Padova e Verona. Ricordo perfettamente che dicevano che Padova aveva 3 cose uniche al mondo: un Santo senza nome, un prato senza erba e un caffè senza porte (Caffè Pedrocchi). I-miei-primi-viaggi-in-trenoDi Verona ricordo l’arena, era il primo importante monumento d’epoca Romana che vedevo. E poi naturalmente in fascino della  casa di Giulietta che, francamente mi deluse un pochino. Mi chiedevo come facesse Romeo ad arrampicarsi sul balcone perché sicuramente la sera avranno chiuso il portone! Mi sfuggivano le concessioni letterarie. Che dire di Venezia, ne fui prima scioccata perché, arrivando in treno la mattina presto, mi sveglia e, guardato fuori mi misi a urlare “siamo sull’acqua, adesso affondiamo”. Poi, visto che il treno poteva viaggiare sull’acqua mi tranquillizzai. Da Questa unica e meravigliosa città rimasi talmente affascinata che forse, fu allora che comincia a prendere coscienza della bellezza dell’Italia. Sono tornata a Venezia diverse volte per farla visitare ad amici stranieri. Non mi ha mai delusa, anzi, ho sempre visto la meraviglia e l’ammirazione negli occhi della gente, da qualunque parte del mondo venisse. Purtroppo negli ultimi anni non è stato facile apprezzarla in mezzo alla confusione dei numerosi turisti.

Questo posso dire della mia fortuna di aver viaggiato quando la maggior parte dei blogger di viaggi non erano ancora nati: i turisti erano pochi, le visite si godevano in tranquillità e le foto non avevano altre decine di persone attorno.

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