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Budapest e il Lago Balaton. Indimenticabile il primo viaggio interline a cui partecipai. Era organizzato dalla Malev, linee aeree ungheresi. Destinazione Budapest e lago Balaton aperto anche ai genitori e, ovviamente, tutti partecipammo con i genitori. Una settimana incluso volo,

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i migliori alberghi disponibili, pensione completa, trasferimenti, escursioni Lit.55.000 (€28,00) a persona. Durante il viaggio scoprimmo che erano inclusi anche vino Tocai e grappa a volontà. Anche per quegli anni un viaggio del genere a quel prezzo era inimmaginabile. Il prezzo non copriva neppure il costo dell’albergo di Budapest.

La prima tappa nella capitale ungherese fu l’assaggio di quanto questo viaggio fosse stato organizzato alla grande. Il nostro albergo era il Grand Hotel Margaret sull’omonima isola nel mezzo del Danubio. Allora era considerato il miglior albergo della città. Si entrava in una hall di dimensioni gigantesche con il pavimento ricoperto di tappeti persiani. Appena entrati, a sinistra, un piccolo, intimo bar, dove già la prima sera incontrammo due ragazze con cui, noi giovani, iniziammo subito a chiacchierare. Ci informammo su una discoteca alla moda dove andare la sera successiva. Ci diedero tutte le informazioni e le invitammo ad unirsi a noi. Accettarono volentieri e fissammo l’appuntamento.

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Il giorno dopo fu una giornata molto intensa dedicata alla visita di Budapest, grande capitale che mi ricordava molto i film “Sissi imperatrice d’Austria” interpretato dall’affascinante Romy Schneider. Visite al monumentale Parlamento, la Basilica di Santo Stefano, il teatro dell’opera la zona del Castello.

Dopo un’intensa giornata la sera tutti pronti per andare in discoteca. I genitori al corrente dei nostri programmi erano seduti con noi nel salotto in fondo all’entrata in attesa delle due ragazze. Finalmente, ecco arrivare le nostre “amiche”. Noi a sbracciarci per farci riconoscere ma loro si infilarono nel bar. Convinti che non ci avessero notato o forse intimorite dalla schiera di genitori mi offrii di andarle a chiamare. Appena entrata nel bar, dopo un caloroso saluto, chiesi “allora andiamo in discoteca?” e mi risposero: “noi siamo prostitute e la nostra paga per una notte è…” Senza fare una piega risposi: “vado subito a dirlo agli altri”. Andai dal gruppo con molta nonchalance ripetei esattamente il messaggio. Solo in seguito scoprii che queste ragazze erano dipendenti statali piazzate nei posti frequentati da stranieri in veste di spie. Frutto della politica spionistica di Mosca.

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La mattina dopo, ormai seduti sul pullman pronti a partire per un’altra giornata alla scoperta delle bellezze dell’Ungheria le vedemmo salutare, come due innamoratine, due signori che stavano partendo con la loro Mercedes forse per una giornata di lavoro.

Il nostro viaggio alla scoperta di Budapest e del Lago Balaton continuò indisturbato. Durante il percorso visitammo vigneti e relative cantine, giri in carretti (impossibile chiamarle  carrozze) trainati da cavalli.

Visita alle grotte di Tapolca in barca e infine le immancabili terme seguite da energici massaggi. Ugheria-Grotte di TapolcaDurante i massaggi altra sorpresa legata ad alcune realtà tipiche dei regimi comunisti del blocco sovietico: la richiesta di collant. Le massaggiatrici non le volevano come mancia anzi,  erano disposte a pagarle. Mia madre si dispiacque molto di averne solo un paio nuovo da regalare ma, il suo gesto, fu un vero successo. Ci misero tanto entusiasmo nel massaggiarla che, nei giorni seguenti, dovette sollevarsi le gambe con le mani per salire i gradini del pullman.

Un’altra cosa interessante delle popolazioni dell’Est Europa è la loro facilità nell’imparare le lingue straniere. La nostra guida conosceva perfettamente 6 o7 lingue. Oltre all’italiano perfetto sapeva un sacco di espressioni dialettali, tipiche delle varie regioni italiane. Ma, nota negativa, erano quasi tutti tristi. Quando qualcuno del nostro gruppo faceva una battuta, e tutti scoppiavamo a ridere, gli ungheresi si giravano a guardarci con meraviglia, quasi a chiedersi: “cosa c’è da ridere in questo mondo?” Questa tristezza l’ho ritrovata anche nella Berlino Est prima della riunificazione delle due Germanie del 1989.

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