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  >  Ricordi   >  Lavorare nel turismo negli anni 70-80-90

All’inizio degli anni settanta mi sono trasferita a Milano. Milano Piazza Duomo vista dalle terrazze del Duomo Avevo trovato lavoro a tempo determinato, per il periodo di maternità, come segretaria del direttore ufficio noleggi dell’Autostradale, gruppo STUI. Un gruppo di società della galassia FIAT, che offriva trasporti in pullman sia di linea che a noleggio, con sede operativa in Piazza Castello.

L’inizio fu a dir poco catastrofico. Eravamo chiusi, io e il Direttore, in un ampio locale con parete a vetrata vista Castello Sforzesco. Le nostre scrivanie erano una di fronte all’altro. Io, inesperta, non sapevo cosa fare, e lui continuava a ripetermi: “Faccio prima a farmeli io i lavori piuttosto che spiegarli a te”.

Questa situazione insostenibile a Lit.97.000 al mese era veramente dura. Specialmente se aggiunta alla mia sistemazione in un istituto di Suore spagnole in Via Tadino (Porta Venezia). L’intenzione era di sistemarmi in un ambiente protetto per brave ragazze. Ma alcune “hermane” erano veri oppressori, un incubo.Danila sul terrazzo delle Hermane di Via Tadino a Milano

Oltre a queste difficoltà non potevo frequentare un’amica che conoscevo da anni, perché, di giorno lavoravo e la sera bisognava rientrare in istituto entro le 22.00. Ciliegina sulla torta tutti a Milano correvano, io non ne capivo il motivo. Bastava alzarsi in tempo ed andare con calma al lavoro. Sembrava che tutti volessero arrivare prima di me anche se io timbravo sempre il cartellino in tempo. Col tempo, non so perché, cominciai a correre anch’io e la tendenza mi è rimasta.

Fui salvata dalla mia difficile situazione sul lavoro dal Capo Cassiere, un vero gentiluomo che, un giorno, chiese al mio direttore se potevo andare a dargli una mano. Fu così che andai nel suo angusto e buio ufficio. Sempre scrivanie uno di fronte all’altro ma in un ambiente sereno e collaborativo.

A volte andavamo, con quello che io consideravo ormai il mio nuovo capo, a ritirare la valuta in banca da consegnare ai Tour Leader. Guide multilingue che accompagnavano i grandi tour d’Europa in pullman. Dovevano pagare i servizi sia all’estero che in Italia per contanti. Necessitavano di lire, franchi francesi, franchi svizzeri, scellini austriaci, marchi tedeschi e così via. Le carte di creditole usavano solo in America. In Europa si pagava per contanti e gli importi con cui viaggiavano erano consistenti. Dovevano pagare dal carburante agli alberghi e ristoranti per una quarantina di persone.

Tornavamo dalla banca di via Dante, abbracciati a un grosso sacco di juta ciascuno, da cui spuntavano mazzette di soldi. Mi chidevo continuamente se non fosse pericoloso ma il Capo Cassiere mi tranquillizzava: “Se vogliono rubarceli lasciali fare, sono mica nostri?” Comunque è sempre filato tutto liscio.

Giunse il giorno in cui fui richiamata all’ufficio noleggi ma con poca diplomazia risposi: “Se ha bisogno che faccia del lavoro per lei me lo porti pure che posso farlo da qui”. Non volevo sicuramente lasciare quel gentiluomo del Capo Cassiere per tornare dal brontolone che faceva prima a farsi le cose da solo!

Dopo poco tempo, rientrata la segretaria dalla maternità, si liberò un posto all’Agenzia Viaggi di Via Mercanti e fui trasferita. Mi trovai subito bene, colleghe molto simpatiche e il lavoro era vario. Biglietteria aerea, vendita viaggi al banco, prenotazioni. Avendo dimostrato buona volontà, per Sant’Ambrogio mi mandarono a Cervinia come accompagnatrice di gruppo di sciatori per l’apertura della stagione invernale. Di questa storia vi racconterò un’altra volta perché è una di quelle che ricordo meglio, purtroppo!.

Poco mesi dopo arrivò una telefonata alle mie colleghe per chiedere se conoscevano una persona per andare a lavorare in compagnia aerea. Caratteristiche richiesta ottima conoscenza del francese e inglese e della biglietteria aerea. Mi presentai e il lavoro fu mio a LIT. 115.000 al mese.

Negli anni settanta, lavorare in una qualsiasi compagnia aerea, significava essere colleghi con qualsiasi altro dipendente di compagnia aerea. Essendo questa una prassi riconosciuta a livello mondiale si potevano richiedere biglietti gratuiti, o quasi. Bastava presentare una lettera di richiesta valida anche per i componenti diretti della famiglia: coniuge, figli o genitori.

Questa incredibile facilitazione, aveva qualche limitazione: solo i dirigenti avevano diritto alla prenotazione. Gli impiegati erano imbarcati soggetto a disponibilità. Esistevano anche viaggi oranizzati chiamati interline. Altra importante facilitazione: incredibili sconti negli alberghi delle grandi catene alberghiere, normalmente dei 5*.

Appena maturato un anno di lavoro in compagnia aerea si cominciò ad aprire per me l’era dei viaggi aerei. Il mio sogno di bambina si realizzava e non rinunciai mai a prendere un volo anche solo per un week-end a Roma, Londra o New York. Non importava se atterravo e dovevo correre in ufficio Gli aerei erano per me meglio di una culla riuscivo ad addormentarmi prima del decollo.

Chi di voi ha fatto il primo viaggio in aereo negli anni ’70 e se ne ricorda? Perché non raccontarcelo?

 

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