I Biglietti aerei prima del ticketless
I biglietti aerei prima del ticketless. Negli anni 70/80 chi viaggiava in aereo doveva munirsi di apposito biglietto. Era composto da una copertina con logo e altri fogli che riportavano le condizioni di trasporto. Poi iniziava il biglietto di trasporto vero e proprio con l’Auditor’s coupon su cui si scrivevano a mano, calcando selvaggiamente: norme, itinerario, voli, tariffa, tasse, validità. Questo primo foglio doveva essere reso alla compagnia aerea con il pagamento. Seguivano l’Agent’s Coupon che rimaneva all’ufficio emittente. Poi c’erano i flight coupon che erano 2 o 4. Nel caso di uno o più coupon non utilizzati nelle caselle riservate ai dati del volo si scriveva VOID e poi si allegavano all’Autidor’s.
L’ultimo, normalmente era l’interno della copertina o come si dice in gergo editoriale la terza di copertina. Era una specie di ricevuta che rimaneva al passeggero alla fine del suo viaggio. Se invece uno faceva più voli, e un solo biglietto non bastava, se ne allegava un altro. Si graffettavano e nella casella Conjunction ticket, si scriveva rispettivamente il numero dell’altro biglietto. In caso di vari voli bisognava calcolare manualmente la tariffa nell’apposito spazio. Ci si basava sul calcolo delle miglia tra il punto di origine del viaggio e il presunto punto di ritorno (Turn around point) Nel caso le miglia eccedessero quelle permesse per il percorso più diretto fra questi due punti estremi si doveva ricorrere all’aumento del migliaggio.

Così per esempio se si scriveva M5, non si stava parlando del Movimento 5 Stelle, ma che il biglietto costava il 5% in più. Un’altra abbreviazione molto comune nel calcolo tariffario era HIP- Higher Intermediate Point, cioè un punto intermedio che aveva la tariffa più alta della destinazione finale, per cui si pagava quella. Chi emetteva i biglietti aerei aveva normalmente una specie di grosso callo al dito medio, decenni dopo ne porto ancora i segni. I biglietti aerei prima del ticketless possono sembrare molto complicati. Oggi siamo abituati a presentarci all’imbarco mostrando la conferma del volo sul cellulare. Vi assicuro che, compilare un biglietto aereo non era un gioco da ragazzi. Tutto era fatto manualmente. Per le tariffe e distanze in miglia si utilizzavano pesantissimi tomi: APT. Un altro tomo si usava per cercare gli operativi dei voli: ABC.
L’aspetto positivo era che le tariffe rimanevano fisse per tutto il periodo stagionale. Adesso un volo costa €300,00 e dopo 5 minuti lo stesso volo per la stessa data ha già aumentato prezzo.
Da notare che I biglietti prima del ticketless erano preziosi quanto e più del passaporto. Se si perdeva il passaporto si poteva sempre ritornare con un nuovo passaporto rilasciato a tempo di record da un consolato Italiano. In alternativa all’aeroporto si riscriveva il foglio di sbarco compilato all’arrivo. Quest’ultima situazione l’ho vissuta al ritorno da un viaggio a New York. Per il biglietto non c’era niente da fare, bisognava comprarne un altro. Dopo la data di scadenza del biglietto, se tutto andava bene, e non era stato utilizzato, si poteva tentare di ottenere il rimborso della parte non utilizzata.
Per chi faceva viaggi intercontinentali era necessario anche il famoso libretto giallo delle vaccinazioni. Forse nel prossimo futuro avremo nuovamente bisogno di un libretto di vaccinazione per il Covid-19 con tutte le sue varianti.

